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Green corner: facciamo la spesa alla spina

Le nostre nonne lo sapevano bene: si scendeva nella bottega di fiducia sotto casa e si compravano “a peso” . Così facendo, si acquistava nelle giuste quantità e non si buttava via nulla. Una tendenza “no spreco” sempre più attuale. Purtroppo nel nostro paese la spesa per l’acquisto dei prodotti sfusi, quindi senza l’ausilio degli imballi, non è decollata come ci si aspettava. Di certo serve un pò più di consapevolezza, informazione e convinzione e, cosa importante, il costo dell’imballaggio pesa sul prezzo finale fino al 10%.

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Se poi da gennaio 2021 entrerà in vigore la “plastic-tax” (sospesa per l’emergenza Covid) e sarà applicata la direttiva Ue per la riduzione della plastica usa e getta, le aziende produttrici potrebbero attuare nuove strategie. Nel mentre tutto tace.

Di green-corner per la spesa sfusa attualmente non ce ne sono molti in Italia e quei pochi non sono poi così affollati. Purtroppo l’idea di acquistare prodotti di buona qualità (alimentari e non) senza una confezione riconoscibile e accattivante o/e un brand a supporto che certifichi la bontà del prodotto, non entusiasma poi così tanto.
Anche se poi il risparmio sarebbe evidente!

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Per quanto siamo tutti sensibili al corretto smaltimento dei rifiuti, alla sostenibilità, al km zero, alle energie rinnovabili e alternative, non siamo ancora del tutto pronti a questo passo epocale. Potrebbe essere già un passo avanti acquistare i prodotti per la casa alla spina per cominciare, singolarmente, a fare la differenza. Una spesa tutto sommato che meno ci condiziona ma aiuterebbe molto.

Ottavia Belli, fondatrice di Sfusitalia, ha lanciato qualche mese un sondaggio/questionario per capire gli orientamenti dei consumatori. Seppure il campione fosse ridotto, le risposte di chi conosce i prodotti sfusi sono emblematiche:

il 29% compra “d’istinto” i prodotti nei supermercati;
il 26% non conosce negozi in cui si possa fare la spesa alla spina;
il 25% non ha un punto vendita vicino casa;
il 4% dice di non avere tempo di differenziare la spesa.

Se pensiamo  he già da anni ci siamo abituati ad acquistare frutta e verdura sfusa, il passo successivo non dovrebbe essere così difficoltoso. I consumatori, sono una macro-categoria estremamente complessa, necessitano di un tipo di educazione più evoluta. Il consumatore va informato, seguito e persuaso con intelligenza. Una questione di tempo, si pensa…

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Attualmente, con i tempi stretti di una consumatore medio, si entra al supermercato di corsa, si afferra il prodotto conosciuto, già pesato e imballato. Secondo alcuni esponenti della grande Distribuzione, le soluzioni green più efficaci dovrebbero andare nella direzione di ricariche leggere, riduzione del packaging e delle plastiche.

Sabbiamo di farvi un gradito servizio mettendo a questo link alcuni indirizzi di negozi “sfusi”.

Speriamo di esservi stati di ispirazione e di avervi un pò convinto ad acquisti più sostenibili e responsabili. Alla prossima!