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FAO: 2021 l’anno di frutta e verdura

Anche quest’anno la FAO (Food and Agriculture Organization) ha scelto un tema da trattare e approfondire. Il 2021 è l’anno dedicato al miglioramento della produzione e la distribuzione di frutta e verdura, a fronte di una sensibile riduzione degli sprechi.

frutta

Un lavoro che ha coinvolto molti esperti di tutto il mondo: la FAO ha prodotto un documento che esamina i vari aspetti di produzione, distribuzione e consumo di frutta e verdura nel mondo e, per estensione, l’importanza di questi cibi nella dieta quotidiana. Essi sono una fonte insostituibile di fibre, vitamine, minerali: nel documento viene indicata una dose giornaliera di 400 g al giorno per gli adulti, che può variare in base all’età, al sesso e all’attività fisica.

fruttaIn molti Paesi purtroppo non si arriva a due terzi dell’apporto necessario, nelle aree più povere anche solo un terzo, perché la produzione è scarsa o si preferisce spendere per cibi a più alta densità calorica. Solo nei Paesi più scolarizzati frutta e verdura sono considerati cibi di alto valore: in questo senso l’educazione alimentare a scuola potrebbe avere un ruolo fondamentale.

frutta

I vantaggi derivati dalla giusta assunzione di frutta e verdura?
In effetti non ci sono dei contro, anzi.
Sempre in riferimento al rapporto diffuso dalla FAO scopriamo che:
-alto apporto di fibre, aumento del senso di sazietà, bassa densità calorica di questi alimenti;
-miglioramento dell’umore, sopratutto nei giovani;
-aumentando l’apporto di frutta e ortaggi, in particolare a foglia verde, cala il rischio di diabete tipo 2;
-i vegetali che hanno dimostrato una maggiore protezione contro i tumori sono quelli appartenenti alla famiglia delle crucifere, tutti i cavoli per esempio, e quelli molto colorati;

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– i vegetali che sembrano avere un maggiore impatto positivo sul benessere della circolazione sono mele, agrumi, ortaggi a foglie verde, pomodori.
-beni preziosi per la crescita: frutta e verdura sono ricchi di vitamina A, calcio, ferro e folati che promuovono la salute e rafforzano il sistema immunitario.

E il biologico?
Con oltre 80mila operatori e due milioni di ettari coltivati, l’Italia è un punto di riferimento in Europa per produzione, trasformazione ed esportazione biologica. Nello specifico, la superficie destinata all’ortofrutta bio (e in conversione) nel 2019 era pari a 507.502 ettari (Fonte Sinab).

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In che zone se ne mangia di più?
Il Nord-Ovest è la parte del nostro Paese dove si concentrano i maggiori acquisti di ortofrutta. Seguono in ordine di volumi decrescenti il Centro e la Sardegna; quindi il Sud e la Sicilia. Chiude la classifica il Nord-Est.

Ancora troppi sprechi
Ogni anno quasi un terzo dei generi alimentari prodotti nel mondo diventa rifiuto, costituendo circa il 7% dell’emissione totale dei gas serra. In Italia si calcolano 36 chili di cibo a testa perduti ogni anno lungo tutta la catena di produzione, distribuzione e consumo. Assurdo. In Italia e nel resto d’Europa il 21% dello spreco di frutta e verdura, secondo i dati Fao, avviene direttamente nei campi. Alimenti che vengono scartati, lasciati sui terreni o utilizzati per fare compost, spesso a causa di imperfezioni, di mancata adesione agli standard che l’industria alimentare ha imposto in un primo momento ma che è poi diventata una condizione essenziale per l’accettazione da parte dei consumatori.

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A fronte di tutto ciò, ognuno di noi deve fare un sacrificio, anche piccolo, per scegliere sempre di più prodotti da agricoltura biologica, possibilmente a km zero, e soprattutto utilizzarli in maniera intelligente.  A fronte di acquisti consapevoli di frutta e verdura, riempite la dispensa di prodotti bio certificati dal nostro shop!